Ultimamente non ho scritto spesso su questo blog complice il fatto che in questo paesino sperduto tra i monti, non ho più una connessione ad internet fissa..ma comunque eccomi qui ad aggiornare questa bella finestra.
in questo ultimo periodo sto imparando un sacco di cose nuove e ho cominciato la scuola che qui in Francia e contraddistinta, almeno in campo alberghiero, da una grande severità e da un incredibile rigore. Anche se la nostra cucina è decisamente migliore, qui il settore della ristorazione è tenuto veramente in considerazione. E tutto parte appunt dalla scuola che si impegna con impegno a formare dei giovani con una formazione continua in alternanza che li aiuti a diventare dei lavoratori competenti in materia. Sotto questo punto di vista abbiamo decisamente da imparare..
Lasciando da parte questo argomento torniamo ad immergerci in questo mondo grasso e burroso ma alquanto gustoso in cui sono entrato..
Una cosa che qui è veramente buona è il salmone affumicato! In generale in Alsazia lo si trova in quasi tutti i ristoranti, ma la particolarità di quello dell'albergo in cui lavoro è che viene affumicato proprio da noi a pochi passi dal ristorante, nel fumoire, la stanza adibita all'affumicamento..il risultato è estremamente gradevole e delizioso..la tenerezza del salmone e il suo gusto vengono esaltati al massimo!
Trovo che sià un antipasto delizioso che qui è servito con capperi, pepe rosa, cipolla, limone e naturalmente BURRO..il tutto accompagnato da una fetta di pane di campagna grigliato! Tutto buonissimo per carità, ma vogliamo metter una bella marinatura a freddo con olio extra vergine d'oliva, limone, sale, pepe, trittico di pepe( rosa, bianco e nero), una spruzzata di paprika..se l'operazione è fatta qualche oretta prima otterremo un salmone dai mille sapori decisamente più goloso!Da provare assolutamente anche il pesce spada affumicato da condire, amio parere, più al naturale, visto il suo gusto più deciso..

1 commenti:
ottimo il rigore, la serieta' dell'insegnamento: al di la' della teoria si parla di sopravvivere facendo qualcosa per cui si ha passione: non un lavoro "tiraacampa' " qualsiasi, ma un qualcosa di molto speciale. un buon piatto al momento giusto puo' immensamente migliorare l'umore dei commensali, addirittura modificarlo nel corso di un pasto. l'alchimia del cibo, la magia... il cibo puo' essere evocativo, consolante o addirittura sensuale e molto altro... ci dona bellezza di forma e colore, i profumi e le consistenze piu' varie , per poi sbocciare sulle papille gustative e donarci un attimo di prolungato piacere. spero che ti insegnino anche a non sprecare nulla, che e' un qualcosa che i grandi ristoranti si sono lasciati indietro, considerandolo un retaggio casalingo di poco conto. eppure ci sono mille modi, anche eleganti per non buttare via nulla e cosi' non sfregiare con la vanita' un arte la cui materia prima e', oltre che piacere anche e sopratutto sopravvivenza. la buona cucina e' vivere, non sopravvivere, ma dal vivere alla decadenza di costumi ci passa ancora molto: per lo piu,' lo spreco e un inutile eccesso di ingredienti.
a proposito di salmone invece, a casa di alcuni norvegesi mi era stato offerto dell'ottimo salmone affumicato accompagnato da una cremina composta di una specie di panna acida ( ogni regione ha i suoi sostituti e in mancanza d'altro va bene anche il pannosissimo yoghurt greco..) unita ad un po' di rafano, ( ho usato con ottimi risultati il wasabi in polvere ) da aggiungere a piacere sul pane tostato e salmone. in quel caso il pane era scuro, credo di segale con semi di girasole, come usa al nord. ho sempre trovato ideale la morbidezza, la leggera acidita' e piccantino della salsina a freddo che esalta perfettamente il dolce del salmone e i toni scuri dell'affumicatura.
personalmente pero', amo moltissimo la semplicita' del salmone servito con uova strapazzate sciocche (solo poco latte e niente sale ), pepe nero optional, e alcune fette di pane tostato. con un te' nero e forte. la trovo una colazione ideale, specialmente d'inverno, quando fuori ti aspetta la neve...
provare per credere.
Posta un commento